Marta Malaman - Psicologa e Coach

Cos’è l’autostima e come puoi migliorarla fin da subito

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Se sei qui, significa che vuoi approfondire meglio il concetto di autostima: preparati, faremo insieme un viaggio che partirà dalla definizione di questo costrutto e delle sue componenti; ti parlerò poi dei fattori che possono influire negativamente sull’autostima di una persona e ti aiuterò a comprendere perché è così importante, raccontandoti cosa caratterizza una persona con scarsa o alta autostima.

 

Approderemo poi insieme alla nostra meta finale, la parte più importante: comprendere come migliorare la nostra autostima. Non solo potrai scaricare una prima risorsa gratuita per iniziare ad allenarti, ma iscrivendoti al link in fondo a questa pagina inizierai un vero e proprio percorso di potenziamento della tua autostima: ogni settimana, per le prossime 3 settimane, troverai nella tua casella mail un esercizio che ti permetterà di migliorarla.

 

Dai, partiamo!

 

 

 

 

Che cos’è l’autostima?

 

Come promesso, partiamo dal comprendere che cos’è l’autostima: definire questo costrutto non è affatto un’impresa facile, in quanto è un concetto complesso che ha un’ampia storia di elaborazioni teoriche. In generale la definizione maggiormente condivisa in letteratura è quella di Battistelli, che definisce l’autostima come l’insieme dei giudizi valutativi che l’individuo da di se stesso.

 

Nathanel Branden identifica 2 fattori che compongono l’autostima:

 

      • la fiducia nelle nostre capacità di pensare e superare le sfide fondamentali della vita.

     

        • la fiducia nel nostro diritto al successo e alla felicità, nel nostro diritto di affermare le nostre necessità e desideri, di realizzare i nostri valori e goderci i frutti dei nostri sforzi; la sensazione di valere e di meritare tutto questo.

       

      L’autostima comprende inoltre 3 aspetti:

       

          • L’aspetto cognitivo, ovvero le opinioni che ognuno ha di sé, ad esempio sul proprio aspetti fisico, sulle proprie emozioni o sulla sua vita sociale.


          • L’aspetto emotivo, ovvero cosa una persona prova nei propri confronti.


          • L’aspetto comportamentale, ovvero come una persona si comporta nei propri riguardi, se ha rispetto di sé, soddisfa i suoi bisogni, cura la propria salute ecc.

         

        I pilastri dell’autostima

         

        Nella seconda tappa del nostro percorso, voglio raccontarti quali sono le componenti principali dell’autostima. Nathanel Branden, nel suo libro i 6 pilastri dell’autostima ne identifica 6:

         

        1. La pratica del vivere consapevolmente

         

        Ciò rappresenta la capacità di focalizzarsi sul momento presente, di stare con ciò che c’è, accettare ogni cosa che emerge in maniera non giudicante. Significa anche saper lasciare andare ciò che è stato, e non preoccuparsi eccessivamente del futuro.

         

        Secondo l’autore vivere consapevolmente significa vivere responsabilmente nei confronti della realtà, riconoscendo che le cose sono come sono.

         

        In questo può aiutarci moltissimo la pratica della Mindfulness, di cui parlerò in uno dei prossimi articoli.

         

        2. La pratica dell’accettazione di sé

         

        E’ definita come la tendenza a valorizzarsi e ad assumersi degli impegni verso se stessi. Si tratta di un’accettazione totale, di ogni parte di sé, senza tralasciare quelle che possiamo reputare sgradite o indesiderabili. Ogni singola parte ha la sua importanza. Significa riuscire a dire ‘questa è un’espressione di me, non necessariamente piacevole o ammirevole, ma pur sempre un’espressione di me, almeno nel momento in cui si è manifestata’.

         

        3. La pratica del senso di responsabilità

         

        Essa rappresenta la percezione di controllare la propria esistenza, quindi essere disposti ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni e del conseguimento dei propri obiettivi.

         

        Possiamo distinguere tra persone con locus of control interno, che tendono ad attribuirsi la responsabilità di ciò che accade, sia che si tratti di successi o fallimenti, e persone con locus of control esterno, che identificano invece delle cause esterne. E’ evidente come questa seconda tipologia di individui dimostra una scarsa autostima, rispetto a chi è disposto ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni, anche in caso di fallimento.

         

        4. La pratica dell’affermazione di sé

         

        E’ definita dall’autore come ‘la volontà di occupare le proprie posizioni, essere apertamente quello che si è, trattare se stessi con rispetto negli incontri con gli altri’. Praticare l’affermazione di sé significa vivere autenticamente, parlare e agire spinti dalle proprie convinzioni e dai sentimenti più intimi.

         

        Pratichiamo l’affermazione di sé quando cerchiamo di acquisire nuove capacità, assorbire nuove conoscenze, estendere i limiti della nostra mente in spazi a noi ignoti, in generale quando ci sforziamo di raggiungere un più alto livello di competenza.

         

        5. La pratica di darsi un obiettivo

         

        Avere degli obiettivi specifici e in generale una progettualità futura, è uno degli aspetti fondamentali dell’autostima.

         

        L’autore evidenzia anche, in questo contesto, l’importanza di darsi un’autodisciplina, che richiede la capacità di rimandare le gratificazioni immediate a favore di uno scopo remoto, cioè di proiettare le conseguenze nel futuro, pensare, pianificare e vivere a lungo termine.

         

        La radice dell’autostima non sono i nostri successi, ma quelle pratiche generate dall’interno che rendono possibili i nostri successi.

         

        6. La pratica dell’integrità personale

         

        L’integrità è l’integrazione tra ideali, convinzioni, standard, credenze e comportamento. Quando il nostro comportamento è coerente con i valori che professiamo, quando ideali e pratica coincidono, allora abbiamo l’integrità.

         

        Le distorsioni cognitive

         

        Dopo avere compreso che cos’è l’autostima e quali sono le sue componenti principali, voglio introdurti uno degli elementi che possono influire negativamente su di essa: le cosiddette distorsioni cognitive, che sono pensieri intrusivi che formuliamo quotidianamente, che ci portano a interpretare in maniera disadattiva gli eventi che ci accadono o ciò che abbiamo intorno.

         

        Tali pensieri, che vengono formulati in maniera automatica, ci inducono ad interpretare in maniera negativa ed irrazionale il mondo; possiamo facilmente comprendere come, se ripetuti, possano causare dei danni notevoli, distruggendo la nostra autostima, provocando rabbia e frustrazione, influendo in maniera negativa sulla percezione di sé o sulle relazioni interpersonali. Nei casi peggiori possono arrivare a causare stati depressivi.

         

        Occorre quindi prestare particolare attenzione al nostro dialogo interno, ovvero il modo in cui parliamo a noi stessi, cercando di renderlo più tollerante e positivo. Per scoprire come, puoi leggere l’articolo che ho scritto proprio su questo tema.

         

        Perché è importante l’autostima?

         

        L’autostima è un pilastro, un sostegno fondamentale delle nostre vite. Grazie ad essa siamo in grado di affrontare le difficoltà, di credere in nuovi progetti, di vivere in maniera serena e soddisfacente.

         

        Ma come influisce sulle nostre vite? Come si differenziano le persone con bassa autostima rispetto a quelle con un’alta autostima?

         

        Le persone con scarsa autostima sono caratterizzate spesso da paure e fobie, difficoltà interpersonali, ansia e insicurezza. Spesso riconoscono le proprie debolezze, più che i propri punti di forza. Sono ipersensibili alle critiche e spesso ne rimangono offesi. Si arrendono più facilmente quando si tratta di raggiungere un obiettivo importante, magari addirittura alle prime difficoltà. Tendono ad autocriticarsi continuamente per ogni errore, imperfezione o difetto. Faticano a prendere decisioni, soprattutto se importanti. Si sentono spesso in colpa.

         

        Queste persone spesso temono le sfide della vita, perché non si reputano all’altezza di affrontarle; evitano i problemi, e ciò ha un effetto ulteriormente deleterio sull’autostima. Si va così ad instaurare un circolo vizioso da cui è molto difficile uscire.

         

        Se ti sei ritrovato in alcune di queste tendenze, non temere, l’autostima non è una caratteristica innata, ma può essere acquisita o potenziata. Come? Continua a leggere e lo scoprirai!

         

        Chi ha una buona autostima, d’altro canto, riesce a stabilire buone relazioni con gli altri, è in grado di affrontare le difficoltà e le sfide in maniera positiva. Agisce come ritiene più giusto senza sperimentare senso di colpa se qualcun altro non è d’accordo con le sue scelte. E’ sensibile ai sentimenti e ai bisogni di chi ha intorno. Riconosce e accetta in se stessa la presenza di emozioni e sentimenti sia positivi che negativi come parte della vita di tutti gli esseri umani.

         

        Avendo piena fiducia nelle proprie capacità, queste persone riescono a raggiungere in maniera efficace i propri obiettivi.

         

        Come possiamo migliorare l’autostima?

         

        Adesso che abbiamo chiaro che cos’è l’autostima e quali sono le sue principali componenti, e soprattutto dopo avere compreso l’importanza che ricopre ai fini del nostro benessere, dobbiamo capire come è possibile migliorarla. Ecco l’ultima parte del nostro viaggio, una tappa a dir poco fondamentale.

         

        Per acquisire una maggiore autostima, è necessario potenziare 4 caratteristiche: l’apprezzamento di sé, l’accettazione di sé, delle proprie debolezze, errori, limiti e insuccessi e delle proprie emozioni, l’affetto sincero verso se stessi, l’attenzione ai propri bisogni.

         

        Per cominciare subito a migliorare la tua autostima, inserisci la tua mail e riceverai subito una risorsa gratuita da scaricare; ti iscriverai al percorso, totalmente gratuito, ‘Potenzia la tua autostima‘. Ogni settimana, per altre 3 settimane, nella tua casella mail troverai un’attività da svolgere per continuare a migliorare la tua autostima!

         

         

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        Bibliografia:

         

        Autostima di Maria Cristina Strocchi, San Paolo

         

        I sei pilastri dell’autostima di Nathaniel Branden, TEA Edizioni