Marta Malaman - Psicologa e Coach

Le esperienze ottimali: cos’è lo stato di Flow e come puoi raggiungerlo

‘’Non basta essere felici per avere una vita eccellente. Il segreto è essere felici facendo cose che mettono alla prova le nostre capacità, ci fanno crescere, e ci portano ad esprimere tutto il nostro potenziale’’ Mihaly Csikszentmihalyi

Ti è mai capitato di essere talmente assorbito dall’attività che stavi facendo da dimenticarti di tutto ciò che c’era intorno? Ti sentivi totalmente ‘dentro’ a quello che stavi facendo, con il controllo completo della situazione, fino a non renderti conto del tempo che passava, della fame, di nient’altro.

Se la risposta è si, allora con molta probabilità stavi sperimentando uno stato di Flow o esperienza ottimale.

Come raccontavo nel post sulla mia storia, circa due anni fa, costretta dal mio fidanzato istruttore, ho provato a fare surf per la prima volta. All’inizio è stata una tragedia, mi chiedevo cosa diavolo stessi facendo per la stragrande maggioranza del tempo che ero in acqua e per il restante tempo annaspavo, ma poi, dopo i primi mesi, qualcosa dentro di me è scattato e ho iniziato, quasi per magia, a capirci qualcosa, anzi addirittura a divertirmi, migliorando sempre di più.

Mi è capitato più volte, in acqua, di provare una sensazione adrenalinica, di dimenticarmi di tutto quello che avevo attorno, del tempo che scorreva, delle persone lì con me, dei miei problemi. Al mondo c’eravamo solo io, la mia tavola e le onde. Ed ero totalmente assorbita e ammaliata da quello che stavo facendo.
Ho iniziato a chiedermi cosa mi stesse succedendo, ed è così che mi sono riavvicinata a un concetto che avevo finora sperimentato solo nei libri durante la mia laurea magistrale: lo stato di Flow. Ho scoperto che il surf è anche uno strumento terapeutico e meditativo fortissimo, ma questa è un’altra storia.

Ma cos’è questo stato di Flow e come si può raggiungere?
Viene definito come Flow, o esperienza ottimale, lo stato di totale concentrazione e assorbimento in un’attività, nel momento presente (Csikszentmihalyi). Normalmente quando sperimentiamo il flow siamo completamente coinvolti in quello che stiamo facendo, ci sentiamo forti, al meglio delle nostre abilità.

Per arrivare a questo stato, l’attività che stiamo facendo non deve essere né troppo sfidante né troppo facile, se no si rischia di annoiarsi o sperimentare ansia e frustrazione eccessive. Devo invece avere la percezione che le possibilità di azione che l’attività mi offre sono allo stesso livello delle mie capacità. Le sfide sono equilibrate alle mie capacità di agire.

Possiamo provare il Flow nei momenti più disparati, e praticando attività decisamente diverse: praticando uno sport, studiando, leggendo, cantando, suonando uno strumento.

Queste attività, che favoriscono tale stato, hanno spesso degli obiettivi molto chiari e danno un feedback immediato alla persona, che sente di avere il controllo totale sulle sue azioni. E il senso del tempo la maggior parte delle volte ne risulta alterato: le ore possono durare dei minuti e viceversa.

Durante le ricerche effettuate da Csikszentmihalyi, psicologo ungherese dal nome impronunciabile che ha introdotto questo concetto, è emerso come tutte le attività che favoriscono il Flow abbiano degli elementi in comune: danno un senso di scoperta, come se trasportassero le persone in una nuova realtà, spingono le persone a livelli di prestazione più elevati e permettono di arrivare a stati di coscienza che prima erano inimmaginabili.
In pratica trasformano il sé, rendendolo più complesso, permettendogli di crescere. Questa è la chiave del Flow.

E’ chiaro dunque come il Flow sia un’esperienza notevolmente piacevole e appagante, grande fonte di benessere psicologico e soddisfazione. E’ inoltre intrinsecamente gratificante, quindi spontaneamente ci viene voglia di ripeterla più volte possibile. Permette inoltre di migliorare la propria performance e stimola la creatività e la concentrazione.

Ma dopo tutta questa teoria vi verrà spontanea una domanda: come si può arrivare quindi a questo famigerato stato di Flow? Sembra irraggiungibile, ma in realtà è molto più semplice di quanto possiamo pensare. Prima di tutto, per aumentare la frequenza di queste esperienze dobbiamo essere completamente ‘agganciati’ e coinvolti in quello che stiamo facendo.
Come? Il segreto è l’attenzione, che deve essere completamente diretta al task che stiamo svolgendo, stando nel momento presente, cercando di non pensare a cosa faremo dopo o cosa abbiamo fatto prima. Naturalmente è normale che la mente vaghi ma con un po’ di allenamento vedrete che diventerà sempre più facile e riuscirete a mantenere il totale o quasi controllo della vostra attenzione!

Un altro consiglio molto utile è cercare di essere aperti a nuove esperienze, come praticare un nuovo sport o imparare a suonare uno strumento, ed essere sempre disposti a imparare qualcosa da esse, lasciandosi stupire dalle nuove sensazioni che ne scaturiscono. Se riuscite ad arrivare al Flow dedicate dei momenti precisi per ripetere l’attività cercando di approfondire questo stato. Una volta che padroneggiate un’attività, sarà necessario aumentare il livello di challenge, sfidando noi stessi continuamente, per avere un’esperienza ottimale di nuovo. Non abbiate paura di mettervi in gioco!

Una modalità di sperimentare l’esperienza ottimale molto particolare è grazie alla conversazione con gli altri. Vi è mai capitato di intrattenere un dialogo così interessante da dimenticare tempo e spazio ed esserne completamente assorbiti? Se la risposta è si, pensate a chi sono le persone con cui ciò è accaduto e interagite di più con loro. E’ probabile che l’esperienza ottimale si riproponga.

Un’ultima cosa utile e da fare può essere trasformare compiti di routine, che possono sembrare noiosi, in attività fonte di Flow, come aspettare l’autobus o pulire la casa, dividendo i task in micro attività con specifici obiettivi e regole. Ad esempio mentre siete nel traffico, attività non di certo piacevole, potreste concentrarvi sull’ascoltare un pezzo musicale particolarmente gradevole ed elaborato, cercando di identificare tutti gli strumenti presenti e le loro linee melodiche.

Se ci impegniamo con costanza nella ricerca di questi momenti, la vita, sostiene Csikszentmihalyi, può diventare una sorta di Flow infinito, costellata da esperienze ottimali. Non smetteremo mai di crescere e di migliorarci, scoprendo sempre cose nuove. E cosa c’è di meglio di questo?

Ti è mai capitato di sperimentare questo stato? Quando? Le attività che ho proposto sono state utili? Fammelo sapere nei commenti e se ti va invia questo post a qualche amico che pensi potrebbe beneficiarne.

Se vuoi approfondire ulteriormente questo argomento ti consiglio la lettura del libro Flow – Psicologia dell’Esperienza Ottimale di Mihaly Csikszentmihalyi (Roi Edizioni, 2021), esaustivo e molto interessante.

Bibliografia:

Flow – Psicologia dell’esperienza ottimale di Mihaly Csikszentmihalyi, Roi Edizioni 2021

The How of Happiness: a practical guide to getting the life you want di Sonja Lyubomirsky, Penguin Books, 2007