Marta Malaman - Psicologa e Coach

L’effetto benefico del mare: cosa c’è dietro?

mare

Ho bisogno del mare perché m’insegna
Pablo Neruda

Di recente ho rivisto per la prima volta il mare dopo 4 mesi. E che sarà mai, direte voi, eppure per una persona abituata a vivere a Fuerteventura, con il mare sotto casa, sono un’eternità.
Non dimenticherò mai la sensazione che ho provato, nonostante fosse il Mar Mediterraneo e non il burrascoso oceano a cui sono abituata.
Mi sono sentita in pace, in connessione totale con il mondo, mi sono sentita rinata. Mi sono addirittura dimenticata per un po’ di tutti i problemi che mi attanagliavano. Sono sicura che è successo anche a voi almeno una volta.

Ma perché ciò accade?

Prima di tutto perché normalmente viviamo in ambienti sovraccaricati di stimoli (chi vive come me a Milano avrà ben presente di cosa sto parlando), da cui stiamo costantemente bersagliati: traffico, luci, telefoni, movimenti, persone che parlano, clacson, sono tutti elementi che necessitano di molta energia per essere elaborati, e richiedono un alto livello di concentrazione.
Il mare invece offre una gamma di stimoli molto limitata, lasciando il nostro cervello finalmente in pace, favorendo, senza dover sprecare preziose energie per elaborare gli stimoli disturbanti, la nostra creatività e immaginazione.

Le onde inoltre poi, grazie alle onde alfa che diffondono, quelle tipiche del sonno per intenderci, hanno il potere di produrre uno stato nel nostro cervello simile a quello meditativo, rallentando anche i battiti cardiaci. Anche il colore blu-verde del mare contribuisce a indurre uno stato di calma.

Gli ioni negativi presenti nel mare, secondo uno studio condotto presso il Mount Carmel College di Bangalore, hanno un effetto benefico sulla nostra performance cognitiva. I ricercatori hanno potuto osservare come le prestazioni dei partecipanti in test di memoria, attenzione e processo decisionale, si riducessero notevolmente quando nell’aria erano presenti ioni positivi, quelli emessi dai dispositivi elettronici ad esempio, mentre gli ioni negativi favorissero una performance notevolmente migliore.
Un altro studio condotto dall’Università della California ha dimostrato che gli ioni negativi hanno il potere di produrre serotonina, il cosiddetto ormone della felicità.

Andare al mare, infine, è quasi un ritorno alle origini: noi nasciamo nell’acqua, che ci accudisce e ci protegge. La nostra mente lo percepirà quindi come un ambiente familiare, rassicurante e calmo.

Sitografia:

https://www.latimes.com/archives/la-xpm-2007-may-28-he-beach28-story.html
https://angolopsicologia.com/il-mare-fa-bene-al-cervello/