Marta Malaman - Psicologa e Coach

Psicologia del Benessere: un cambio di prospettiva

Nell’articolo precedente in cui ho raccontato la mia storia, ho promesso che avrei spiegato meglio la mia metodologia, il Positive Psychology Coaching, e come può essere utile a raggiungere obiettivi di vita personali e professionali, and here we are.

Ma prima facciamo un passo indietro. Questo strumento, come ho già citato, si inserisce all’interno della cornice della Psicologia del Benessere, o Psicologia Positiva. Ma di cosa si tratta?

L’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) ha definito nel 1948 la salute come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale”, non più, come nelle definizioni precedenti a questa, semplicemente come l’assenza di malattia.

Potete capire come in questa definizione sia contenuto un cambiamento radicale di prospettiva: secondo la Psicologia del Benessere o Psicologia Positiva infatti, disciplina che ha subito uno sviluppo notevole negli ultimi trent’anni, non bisogna più focalizzarsi su sintomi e psicopatologie, ma sulle risorse della persona e sul potenziamento, o Empowerment.

Gli interventi psicologici svolti in questa ottica non avranno più come obiettivo quindi quello di curare una patologia o limitare uno stato di malessere, ma rafforzare le risorse della persona, sostenendola durante le difficoltà della vita quotidiana e aiutandola a raggiungere il suo massimo potenziale.

Uno dei capostipite della Psicologia del Benessere, che ha contribuito a portare l’attenzione su questa disciplina nel panorama mondiale è sicuramente Martin Seligman, da molti considerato il padre della Psicologia Positiva.

Nel suo libro Flourish, teorizza che alla base della felicità ci siano 5 elementi fondamentali: le emozioni positive, l’engagement o flow, di cui parleremo in uno dei prossimi articoli, il meaning o significato, l’accomplishment, ossia la realizzazione personale e le relazioni positive.

Non possiamo parlare di Psicologia del Benessere senza citare Carl Rogers, psicoterapeuta statunitense, massimo esponente della Psicologia Umanista e fondatore della “terapia centrata sulla persona“. Secondo la sua visione, le persone tendono automaticamente all’autorealizzazione e hanno dentro di sé già tutte le risorse necessarie ad arrivarci.
Lo scopo del lavoro svolto in psicoterapia è riuscire a consentire alla tendenza attualizzante della persona di agire liberamente eliminando gli ostacoli che le impediscono di esprimersi. Non si parla più di paziente ma di cliente, ed è lui al centro del processo. Non più il terapeuta, che deve ‘semplicemente’ ascoltare in maniera attiva il cliente, accettando ogni suo pensiero e comportamento in un’ottica non giudicante e senza essere direttivo. E’ quest’ultimo infatti che trova le soluzioni, accompagnato dal terapeuta.
Anche in questo caso, si tratta di un cambio di prospettiva non indifferente.

Fammi sapere, con un commento qui o un direct su Instagram cosa ne pensi di questo articolo e se ti piacerebbe approfondire qualcosa. Hasta pronto!

Bibliografia:

Flourish di Martin Seligman, Atria Books, 2012

Sitografia:

https://www.stateofmind.it/bibliography/rogers-carl/
https://www.salute.gov.it/portale/rapportiInternazionali/dettaglioContenutiRapportiInternazionali.jsp?area=rapporti&id=1784&lingua=italiano&menu=mondiale