Marta Malaman - Psicologa e Coach

Resistere all’urto senza spezzarsi: il potere della resilienza

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Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”.
H. Murakami

Non sarai lo stesso che vi è entrato.

Quante volte vi è capitato di vivere un’esperienza difficile, traumatica, sfidante, e uscirne non solo non danneggiati ma addirittura rinforzati?
Io stessa ho vissuto, all’inizio di quest anno, dei mesi davvero impegnativi, che hanno fatto crollare alcune delle certezze che avevo, in cui sono successi eventi che non avrei mai pensato di poter superare, eppure adesso mi sento più forte e stabile che mai.
Ma come mai questo accade? Come mai, esperienze che a rigor di logica dovrebbero distruggerci alla fine ci fortificano?

Per spiegare questo fenomeno devo introdurre il concetto di resilienza, che letteralmente rappresenta la capacità di un materiale di resistere agli urti senza rompersi. Grazie a essa siamo in grado di affrontare le esperienze avverse della vita, superarle e uscirne rafforzati. Resilienza non significa non vedere il dolore o negarlo, ma andare a fondo, guardarlo in faccia, affrontare la propria sofferenza emotiva profonda, per poi andare oltre. Per poi rinascere.

Mi viene sempre in mente Vecchioni, che nella sua ‘Ho conosciuto il dolore’, canta: ‘’Ho conosciuto il dolore è mi è sembrato ridicolo, quando gli do di gomito, quando gli dico in faccia: ma a chi vuoi far paura?’’

Noi non nasciamo resilienti, è una capacità che apprendiamo durante la nostra vita. Cosa ci può aiutare quindi a svilupparla?

Una cosa che possiamo fare, nei momenti critici, è prima di tutto fermarci un attimo, respirare, e cercare di ascoltare a fondo i nostri bisogni. Magari ci verrebbe automatico svolgere le stesse azioni che compieremmo in un momento di normalità, ma bisogna sempre tenere presente che nei momenti di difficoltà le nostre necessità possono cambiare, evolvere. E dobbiamo ascoltarle profondamente ed agire di conseguenza.
Chiediti: di che cosa ho realmente bisogno in questo momento? Cosa posso fare per rispettare i miei tempi e i miei spazi? Cosa mi serve per sentirmi al sicuro?
E lascia che tutto emerga.
Può benissimo accadere che siamo sempre stati delle persone indipendenti e invece in quel momento abbiamo bisogno di qualcuno al nostro fianco, o anche che abbiamo sempre amato la socialità ma in quei momenti non abbiamo proprio voglia di parlare con nessuno.
Qualsiasi cosa emerga va bene. Qualsiasi cosa emerga è giusta.

Un altro strumento potentissimo è quello della gratitudine, di cui ho già parlato qui. Può sembrare contraddittorio e quasi impossibile trovare qualcosa per cui essere grati in un momento di grande sofferenza, eppure vi assicuro che non solo è possibile, ma è fondamentale.
Mi ricordo quanto era difficile, qualche mese fa, quando ho attraversato un momento familiare molto sfidante, ogni mattina cercare di trovare qualcosa per cui essere grata, quando volevo solo spaccare tutto perché quello che stava succedendo era assolutamente ingiusto e inspiegabile. Eppure ci sono riuscita, ed è stato uno degli elementi che mi ha permesso di superare al meglio quel periodo.
Cercate di trovare, tutti i giorni, almeno 3 cose per cui essere grati e annotatele in un diario. Possono essere anche delle cose microscopiche, l’importante è che le troviate. Anche quando è tutto nero.
Cercate di connettervi con la bellezza di quel momento, di viverlo appieno. Può essere uno sconosciuto che vi sorride per strada, o il profumo di un fiore, non deve essere niente di enorme.
Trovare il bello nei momenti più bui ci da una forza incredibile, ci permette di andare avanti, di resistere. Ci fa vedere che c’è ancora qualcosa per cui combattere, che i nostri sforzi non sono vani.

 

‘’Hai fatto di tutto
Per disarmarmi la vita
E non sai, non puoi sapere
Che mi passi come un’ombra sottile sfiorente,
Appena appena toccante,
E non hai vie d’uscita
Perché, nel cuore appreso,
In questo attendere
Anche in un solo attimo,
L’emozione di amici che partono,
Figli che nascono,
Sogni che corrono nel mio presente,
Io sono vivo
E tu, mio dolore,
Non conti un cazzo di niente
.’’

Roberto Vecchioni – Ho Conosciuto il Dolore

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